Database delle imprese green in Emilia Romagna

L’Osservatorio GreenER gestisce un database contenente le realtà produttive green in Emilia Romagna.

Sono oltre seimila le aziende che a vario titolo entrano a fare parte dell’economia verde regionale: sono incluse le aziende che appartengono a settori prettamente ambientali (come ad esempio ciclo idrico, rifiuti, energia), le aziende che, a prescindere dal settore di appartenenza, hanno reso più sostenibile il proprio processo produttivo o il proprio prodotto, e le aziende che forniscono tecnologie, prodotti e servizi innovativi e meno impattanti dal punto di vista ambientale.

L’attività di gestione del database ne prevede anche un costante aggiornamento; le analisi statistiche sulle aziende presenti sono riportate nei rapporti sulla green economy in Emilia Romagna pubblicate annualmente dall’Osservatorio.

Vedi le pubblicazioni dell’Osservatorio GreenER

Stati generali della Green economy in Emilia Romagna

L’Osservatorio affianca e supporta la Regione nell’organizzazione degli Stati generali della Green economy in Emilia Romagna, arrivati ad oggi alla loro terza edizione.

Gli Stati generali fanno il punto sulla situazione della green economy in regione, presentano i dati che emergono dalle analisi statistiche e propongono argomenti di riflessione e discussione.

Guarda la pagina del Materiale per scoprire di più

Visita la pagina dell’Osservatorio GreenER sul sito della Regione Emilia-Romagna

Progetto CESME (Circular Economy for Small and Medium Enterprises)

ERVET è partner del progetto Interreg CESME, il cui obiettivo è quello di promuovere l’accesso delle PMI all’economia circolare attraverso il miglioramento delle politiche locali a loro supporto; il progetto vuole studiare gli ostacoli (legislativi, finanziari, tecnologici) che le PMI incontrano nell’accedere all’economia circolare e quantificare i benefici sociali ed economici collegati sia al recupero di materia che al recupero di energia.

Guarda la pagina del sito di ERVET dedicata al progetto CESME

All’interno del progetto è stato costituito un Local Support Group (LSG), formato da aziende interessate al tema o che hanno già accettato la sfida dell’economia circolare, enti locali, istituzionali e di ricerca. Da questo gruppo è nato il “Salottino green”, un tavolo di lavoro che si riunisce per discutere dei temi di economia green e circolare.

Nell’ambito del progetto sono state realizzate tra le altre cose due brevi guide: una sul tema GPP ed economia circolare, dedicata alle amministrazioni, e una sul tema degli interventi energetici e della diagnosi energetica, diretta alle aziende. Le due guide possono essere scaricate qui di seguito:

Il Green Public Procurement come strumento per promuovere l’economia circolare: illustra le diverse modalità con cui approcciare i principi della circular economy in fase di acquisizione di beni e servizi, stimolando ad un ripensamento dei modelli tradizionali di approvvigionamento della pubblica amministrazione

L’utilizzo efficiente dell’energia: indicazioni per la diagnosi energetica nelle PMI: spiega in modo semplice i passi fondamentali di una diagnosi energetica, passo fondamentale per un’organizzazione, di qualunque dimensione o tipologia, che voglia includere gli aspetti energetici tra i fattori da gestire per ridurre i costi di produzione e ottenere benefici ambientali

Green Public Procurement (GPP) o Acquisti verdi pubblici

Il Green Public Procurement ha avviato una “nuova generazione” di strumenti di politica ambientale, che adottano un approccio trasversale alle diverse criticità del sistema di approvvigionamento pubblico e che coinvolgono tutti gli attori del sistema di produzione e consumo. La preferenza della Pubblica Amministrazione per prodotti ecocompatibili rappresenta per le imprese uno stimolo determinante nell’elaborazione di soluzioni ecologiche che gli consentano la conquista di consistenti quote di mercato. In questo scenario, le imprese della green economy che realizzano prodotti, beni e servizi ad alta valenza ambientale sono avvantaggiate.

A livello regionale negli ultimi dieci anni sono stati realizzati innumerevoli iniziative formative/informative e strumenti per guidare la domanda verde delle pubbliche amministrazioni attraverso l’integrazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli approvvigionamenti di beni e servizi. Da questa pagina è possibile visualizzare la programmazione della Regione Emilia-Romagna per gli acquisti verdi e consultare gli strumenti realizzati http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/sviluppo-sostenibile/temi-1/sviluppo-sostenibile/green-public-procurement

Tecnologie pulite

Tecnologiepulite.it (www.tecnologiepulite.it) è una piazza virtuale per lo scambio di informazioni tecniche sulle soluzioni tecnologiche, sia preventive che riduttive dell’inquinamento; per approfondire i risultati della R&S attraverso la presentazione di casi studio ovvero esperienze pratiche sviluppate in azienda e trasferibili al sistema industriale; per conoscere le eco innovazioni tecnologiche in commercio sul mercato. Il fine ultimo è di sostenere la competitività del sistema produttivo locale e di garantire lo sviluppo economico in un’ottica “green”.

Attualmente nel sito sono presenti 640 fornitori di tecnologie pulite e un’approfondita selezione di soluzioni tecnologiche (335 schede BAT suddivise in 11 settori produttivi e 36 casi studio) consultabili per settore produttivo (agroalimentare, edilizia, calzature, etc.) e per fattore ambientale (tecnologie end of pipe).

Certificazioni ambientali

Le certificazioni che consentono di implementare un sistema di gestione ambientale (standard internazionale ISO 1400 e lo schema europeo EMAS) all’interno dell’azienda, rappresentano validi modelli di gestione per le imprese della green economy. Dal 2003 Ervet supporta la Regione Emilia –Romagna nel monitoraggio continuo dello stato di diffusione delle certificazioni di sostenibilità. I dati risultanti dalle analisi vengono pubblicati annualmente in una newsletter. Per scaricare i documenti http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/sviluppo-sostenibile/temi-1/sviluppo-sostenibile/certificazioni-ambientali/materiale-di-approfondimento/la-diffusione-degli-strumenti-volontari-per-la-gestione-della-sostenibilita

A tale attività, si aggiungono:

  • il sostegno ad iniziative di networking per diffondere e valorizzare le organizzazioni emiliano-romagnole impegnate per una gestione sostenibile dei propri processi o per marchiare i propri prodotti/servizi attraverso le certificazioni di prodotto emasclub.it.
  • Lo studio di nuovi schemi di certificazione: attraverso il supporto al Ministero dell’Ambiente stesura del Regolamento attuativo dello schema “Made green in Italy“. Lo schema pubblicato in GU n. 23 del 29 maggio 2018 consente di fare incontrare le specificità della produzione italiana con il metodo di calcolo dell’impronta ambientale PEF (Product Environmental Footprint) predisposto dalla Commissione Europea (Raccomandazione 2013/179 CE).